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PREVENZIONE

Come prevenire l’influenza

Buone abitudini per tenere lontani i malanni di stagione: un rapido vademecum

La stagione invernale sta per avvicinarsi e con essa si fa più concreta la possibilità di essere colpiti dai classici sintomi influenzali, come febbre, raffreddore, dolore e spossatezza. Niente paura. Seguendo alcune semplici regole si può allontanare tale rischio, all’insegna del “prevenire è meglio che curare”.

  • Consultare il proprio medico curante prima dell’inizio dell’inverno per avere informazioni sul programma vaccinale e sapere se si rientra nelle categorie di persone per cui la vaccinazione è fortemente raccomandata.
  • Evitare contatti stretti con persone influenzate.
  • Lavarsi frequentemente le mani, non solo fra le mura domestiche, ma anche fuori casa, dove è facile ritrovarsi in luoghi affollati in cui i virus stagionali circolano più facilmente. Utile dunque portare con sé una boccettina di soluzione disinfettante quando si esce.
  • Non toccare occhi e bocca con mani non pulite.
  • Favorire frequentemente il ricambio d’aria negli ambienti di lavoro (per esempio, negli uffici) e a casa.
  • Utilizzare con giudizio il riscaldamento: l’aria non deve essere troppo secca, perché la mancanza del giusto grado di umidità è un alleato dei virus.
  • Non fumare: il fumo irrita la mucosa delle vie aree e favorisce l’aggressione da parte dei microrganismi.
  • Mantenersi in buona forma con un’alimentazione sana, ricca di vitamine e sali minerali che fortificano le difese immunitarie e mantengono idratate le mucose delle vie respiratorie.

Influenza e malattie infettive: evitare il contagio

Le malattie infettive hanno una particolarità rispetto a quelle non infettive: proprio perché sono trasmissibili, per evitare il contagio occorre la collaborazione anche della persona ammalata. Ecco dunque che si può applicare un vademecum anche per coloro i quali hanno la sfortuna di prendere uno dei molteplici virus influenzali, ma con piccole accortezze possono contribuire alla prevenzione nei confronti di chi gli sta accanto.

  • Lavarsi frequentemente le mani.
  • Rispettare la cosiddetta “etichetta della tosse”, anche nota come “igiene respiratoria”: coprire sempre bocca e naso quando si starnutisce e si tossisce con fazzolettini di carta ed eliminare gli stessi nel più vicino cestino dei rifiuti.
  • Evitare contatti molto stretti con persone “fragili”, come bambini e anziani.

CURIOSITÀ

1) È vero che l’influenza è più intensa negli uomini rispetto alle donne?

Storicamente c’è sempre stata la tendenza a prendere in giro gli uomini troppo lamentosi per uno stato influenzale rispetto alle donne, più resistenti e pazienti. Una ricerca inglese, mettendo insieme un po’ di dati, ha tuttavia evidenziato il potenziale ruolo del testosterone maschile nell’interferire con la normale risposta immunitaria al virus: forse non è più il caso di criticare un uomo che ha bisogno di un giorno in più per riprendersi dall’influenza…

2) È vero che l’influenza colpisce sempre d’inverno?

Nelle regioni del mondo a clima temperato, come la maggior parte d’Europa, Italia compresa, il virus influenzale si presenta nella stagione invernale, ma la situazione cambia nei paesi tropicali. In quest’ultimi l’influenza può comparire tutto l’anno, dando origine a picchi epidemici irregolari.

3) A quando risalgono le prime descrizioni dell’influenza?

La prima verosimile descrizione di un’epidemia influenzale è attribuita a Ippocrate, il padre della medicina occidentale, vissuto tra V e IV secolo avanti Cristo. Nel libro VII del suo trattato “Sulle epidemie”, Ippocrate scrive della “tosse di Perinto” di oltre 2400 anni fa, una probabile epidemia di influenza nell’antica Tracia, in una zona appartenente all’attuale Turchia.

4) Quanti virus influenzali esistono?

I virus influenzali con cui ci confrontiamo ogni inverno sono essenzialmente di due tipi: A e B. Esiste anche un terzo tipo di virus capace di dare malattia nell’uomo: il virus C. In realtà, esiste pure il virus influenzale D, isolato nel bestiame (bovini e suini), ma che non sembra interessare l’uomo. Ogni virus si presenta comunque in vari sottotipi.

5) Gli animali domestici possono contagiare un uomo con l’influenza?

Anche cani e gatti possono contrarre virus influenzali e avere fastidi simili a quelli “umani”. In tal caso i nostri compagni domestici possono essere contagiosi? A oggi non è stato dimostrato nessun caso di trasmissione dal cane all’uomo; una possibilità teorica c’è per i gatti, ma per ora gli studi scientifici dimostrano il contrario, ovvero che siamo noi umani, quando influenzati, un potenziale pericolo per i nostri mici.

6) L’influenza può essere trasmessa dagli animali?

Vari tipi di virus influenzali circolano fra animali quali uccelli e bestiame. È proprio il passaggio di questi virus dagli animali all’uomo (il cosiddetto “salto di specie”) a favorire il rimescolamento del loro materiale genetico che genera nuovi virus, capaci di diffondersi in tutto il mondo.

7) Qual è la differenza tra influenza e raffreddore?

Influenza e raffreddore spesso sono considerati la stessa cosa, ma non è così. L’influenza è causata dall’omonimo virus: si caratterizza per esordio brusco, febbre alta e sintomi sistemici. Il comune raffreddore è legato a vari virus respiratori minori, responsabili di sintomi prevalentemente locali come congestione, scolo nasale e mal di gola, raramente accompagnati da febbre e manifestazioni sistemiche.

8) Qual è la differenza tra raffreddore e allergia?

Il raffreddore, così come l’influenza, è sindrome causata da virus. L’allergia invece è causata dagli allergeni: sostanze comunemente presenti nell'ambiente (come pollini, acari della polvere, alimenti) che in soggetti suscettibili scatenano una reazione anomala del sistema immunitario a sostanze comunemente innocue. Nella crisi allergica, peraltro, non ci sono né febbre né dolori articolari o muscolari.

9) Raffreddore in aereo: una fastidiosa evenienza

I viaggi aerei, specialmente quelli più lunghi intercontinentali, possono essere fonte di contagio, soprattutto per i virus del raffreddore e dell’influenza. Le cause sono da ricercarsi nell’abbassamento delle temperature ad alta quota che favoriscono la sopravvivenza del virus nell’ambiente e nella maggiore concentrazione di ozono che compromette la qualità dell’aria.

10) Quando si è contagiosi con l’influenza?

L’influenza è subdola: si è già contagiosi nelle 24-48 ore precedenti l’esordio dei primi sintomi, ossia nel periodo d’incubazione. La durata del periodo di contagiosità non è prevedibile: in generale, termina dopo sette giorni dall’inizio dei sintomi, ma nei bambini si può estendere a due settimane.

11) Una dieta per il raffreddore: fantasia o realtà?

A oggi non esiste un regime alimentare che possa essere universalmente consigliato per il raffreddore. L’importante è mangiare in maniera equilibrata, con adeguato apporto di liquidi e sali minerali per garantire l’idratazione delle mucose delle vie aeree.

12) Rischio influenza in luoghi affollati: come proteggersi dal contagio? L’esempio del supermercato.

I luoghi pieni di gente sono quelli più a rischio per la trasmissione del virus influenzale: importante anche il contagio indiretto, perché le particelle virali si depositano sulle superfici. Se, per esempio, ci si trova al supermercato, cosa si può fare? Semplice: indossare i guantini usa-e-getta del reparto orto-frutta per non toccare oggetti potenzialmente a rischio, come lo stesso carrello della spesa, lavando subito le mani dopo averli tolti.

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