Zerinol®

I virus influenzali colpiscono ogni anno milioni di persone in Italia e nella nostra vita avremo contratto l’influenza o preso il raffreddore decine e decine di volte. Sono malattie con cui abbiamo purtroppo tutti una certa familiarità e per questo ci sembra di conoscerle davvero bene. Ma è davvero così? In realtà, al di là dell'esperienza maturata in prima persona nella degenza di questi malanni, ci sono tante cose che non conosciamo.

Lo sapevi ad esempio che si può avere l'influenza senza la febbre? E che c’è un motivo scientifico per cui gli uomini soffrono di più i sintomi influenzali rispetto alle donne? O che uno starnuto non vuol dire sempre e comunque raffreddore influenzale? O che possiamo passare la febbre ai nostri amici a 4 zampe?

In questa sezione proviamo a rispondere ad alcune domande che ti sei fatto ma a cui non hai mai trovato risposta, o rispondiamo a quesiti a cui non avevi mai pensato sull’influenza e il raffreddore.

La differenza tra influenza e raffreddore

Influenza e raffreddore spesso sono considerati la stessa cosa, poiché condividono alcuni sintomi, ma non è così. Sia l’influenza che il raffreddore sono infezioni virali, quindi entrambe sono spesso accompagnate da tosse e mal di gola. Ma mentre il raffreddore è un'infezione locale di naso e gola e in sintomi - quali congestione, scolo nasale e mal di gola - sono una risposta diretta alle aree colpite dal virus, l’influenza ha un quadro sintomatologico più complesso e un generale senso di malessere.

I sintomi del raffreddore possono essere presenti tra i sintomi dell’influenza ma non il contrario. Un raffreddore non è accompagnato ad esempio da dolori ossei e muscolari, da mal di testa o da febbre.

E anche le risposte per curare i sintomi sono diversi, in quanto per un raffreddore si possono prendere medicinali specifici ad azione locale, come Zerinol Gola o ZerinoDek Decongestionante Nasale , mentre per combattere un influenza si usano analgesici a base di paracetamolo o ibuprofene come Zerinol, Zerinolflu o ZerinoActiv .

Quanti virus influenzali ci sono?

Il virus influenzale , appartenente al gruppo degli ortomixovirus, è il responsabile dell’influenza che ogni anno colpisce più persone di qualsiasi altro virus. Questo virus si identifica in tre diversi tipi, chiamati A, B e C:

  • L’influenza causata dal virus A è la più pericolosa, determina sintomi più gravi ed è generalmente responsabile di epidemie e pandemie grazie alla ampia e facile diffusione che ha nella popolazione. Può essere contratta da uomini e anche dagli animali
  • L’influenza causata dal virus di tipo B provoca epidemie più lievi, generalmente più localizzate geograficamente e meno gravi da un punto di vista clinico. Questo virus ha effetto solo sull’uomo.
  • L’influenza causata dal virus di tipo C raramente provoca malattia nell’uomo e comunque sempre con sintomi lievi.

Gli animali domestici possono contagiare un uomo con l’influenza?

Ci sono state varie evidenze di numerosi “salti di specie” di virus da animale all’uomo nella storia: maiali, anatre, polli e pipistrelli sono alcune delle specie animale che ci hanno trasmesso virus di tipo A, gli unici in grado di causare infezione sia negli animali che nell’uomo. Ma non c’è evidenza di questo assaggio invece per quanto riguarda cani e gatti domestici, che non sarebbero veicolo di virus per l’uomo. Ma non per questo a loro volta gli amici a quattro zampe non possono contrarre l’influenza ed ammalarsi, anzi siamo noi i possibili untori dei nostri animali.

L’influenza può essere trasmessa dagli animali?

È raro ma il cosiddetto “salto di specie” è ormai sempre più comune tra animali e uomini. I virus influenzali, quelli per noi più pericolosi di tipo A, circolano da millenni tra specie animali come uccelli e bestiame, e il contratto sempre più stretto tra noi e gli animali e il nostro rapporto sempre più distruttivo sui loro habitat naturali ha aumentato di molto il rischio di passaggio, arrivando a scatenare epidemie e pandemie influenzali.

Non solo: è attraverso il salto della specie che il virus diventa molto più forte, o meglio, muta il suo materiale genetico combinandosi con altri virus influenzali, rendendo praticamente impossibile qualsiasi tipo di immunizzazione permanente. Così ogni anno ci troviamo a combattere un virus influenzale nuovo contro cui combattere.

L’influenza senza febbre

L’influenza è una malattia che colpisce ogni anno milioni di persone e ognuno di noi avrà contratto il virus influenzale decine di volte nella propria vita. Ci sembra quindi ormai facile riconoscere i sintomi, d’altronde sono noti e comuni: spossatezza, dolori muscolari, naso chiuso e… febbre. Ma se i sintomi sono molto frequenti non vuol dire che siano sempre presenti. I ceppi virali che causano l’influenza sono diversi e alcuni possono dare diversi sintomi come un’influenza senza febbre.

Ma come riconoscere un’influenza se non avvertiamo il suo sintomo più classico, cioè la febbre? Se la patologia è caratterizzata dalla presenza di altri sintomi rivelatori di questa condizione, ovvero:

  • Brividi
  • Spossatezza
  • Tosse
  • Naso chiuso, a volte mal di gola
  • Dolori muscolari e ossei
  • Mal di testa

Se presi singolarmente questi sintomi sono facili da confondere con un brutto raffreddore o con un periodo di forte stanchezza. L’influenza senza febbre può comunque durare dai 2 ai 7 giorni, ed essendo a volte provocata da virus parainfluenzali è più facile contrarla in primavera e autunno rispetto all’inverno, terreno di caccia dei virus influenzali classici.

Come curare l’influenza senza febbre?

Anche se i sintomi sono diversi l’approccio farmacologico è lo stesso dell’influenza classica, perché si parla sempre di infezione virale. Farmaci da banco a base di paracetamolo e ibuprofene sono i più usati, ma anche concedersi il giusto riposo a letto è fondamentale nella via verso il completo recupero. Per i sintomi respiratori si possono integrare medicinali ad uso topico per alleviare il mal di gola, come antisettici o anestetici locali che possiedono anche proprietà antinfiammatorie, o per liberare il naso chiuso con decongestionanti nasali.

Uomini con la febbre: ecco perché stanno più male delle donne

Si è sempre scherzato sulla resilienza femminile ai dolori influenzali contrapposti alla presunta arrendevolezza degli uomini ai primi cenni di sintomi. Ma quello che è nato come uno stereotipo di genere si è rivelato avere un fondo, scientifico, di verità. È una questione ormonale: è il testosterone il “colpevole”, che causerebbe l’abbassamento delle risposte immunitarie, a differenza dell’azione degli estrogeni che invece avrebbero un effetto protettivo contro i virus influenzali.

Perché con la febbre si ha freddo?

Quando l’influenza arriva ci prende di sprovvista e i sintomi ci colpiscono nel giro di qualche ora. Ma c’è una prima fase di risposta immunitaria del nostro organismo nella quale l’ipotalamo, l’organo che ha il compito di regolare la temperatura corporea, alza la temperatura del nostro organismo per cercare di rallentare l’azione del virus. È in questa fase di riassestamento che avvertiamo la sensazione di freddo, che scompare una volta che il corpo ha raggiunto la temperatura definita “febbrile”. Anche i brividi legati al freddo sono dovuti alla vasocostrizione periferica e sono un meccanismo che il corpo utilizza per far aumentare la temperatura e portarla in alto velocemente.

I tipi di raffreddore

I raffreddori sembrano tutti uguali perché simili sono i sintomi. Le cause però possono essere molto diverse e una giusta diagnosi è fondamentale per capire come agire per curarlo.

Raffreddore da fieno (allergico)

È il raffreddore che colpisce milioni di persone ogni primavera, quello scatenato dai pollini. La rinite allergica non è data da agenti patogeni, ma è una reazione del corpo a determinati allergeni nell’aria. La loro presenza nelle vie respiratorie scatena, in soggetti sensibili, una reazione esagerata a sostanze normalmente innocue presenti nell’aria, e si manifesta con congestione nasale, scolo nasale acquoso e starnuti spesso accompagnati da sintomi oculari.

Raffreddore comune

Il raffreddore detto “comune” è quello che colpisce prevalentemente durante la stagione fredda ed è un’infezione delle vie respiratorie. I sintomi riguardano quindi l’ostruzione del naso, scolo nasale piuttosto denso, mal di gola e tosse. Puoi approfondire in questo nostro articolo.

Raffreddore estivo

I virus respiratori sono tipicamente stagionali e colpiscono solitamente da dicembre a marzo, ma nei mesi estivi i virus non scompaiono, si limitano a circolare di meno. Ambienti chiusi e climatizzati sono però un habitat che facilita la loro ricomparsa e aumentano il rischio di contagio estivo. I sintomi sono esattamente come quelli del raffreddore comune invernale e anche il decorso è sovrapponibile.

Raffreddore cronico

La rinite non allergica tende a scomparire nel giro di qualche giorno ma ci sono patologie che potrebbero causare problemi di tipo cronico, con congestione nasale che perdura per molto tempo. Si parla quindi di raffreddore cronico.

Le sue cause possono essere molteplici, dalle riniti allergiche non trattate o ad adenoidi ingrossate per i bambini. In questi casi occorre rivolgersi ad un medico per individuare la causa specifica.

Raffreddore mattutino

Il raffreddore mattutino è una condizione molto particolare in cui si inizia a starnutire appena alzati dal letto, appunto ogni mattina. È una forma di rinite chiamata vasomotoria, in cui c’è una dilatazione eccessiva dei vasi della mucosa nasale. Questo accumulo di sangue è la causa della irritazione e dell’infiammazione della mucosa nasale che sfocia nei sintomi di raffreddore mattutino.

Il decorso del raffreddore comune

Il mal di gola è uno dei primi sintomi a comparire ed è anche uno dei primi a scomparire, nel giro di un paio di giorni. Il mal di testa, la congestione nasale e il naso che cola invece ci accompagnano nella fase più acuta della malattia che può durare fino a 7 giorni. Dopodiché il raffreddore può dirsi guarito, se non fosse per il colpo di coda della tosse. Questo sintomo tende a presentarsi abbastanza tardi rispetto ai primi sintomi, anche dopo 3-4 giorni, ma può accompagnarci anche per settimane dopo la sua comparsa. È sicuramente il sintomo con il decorso più lento e fastidioso.

  • Mal di gola → 1-2 giorni
  • Mal di testa, congestione nasale e naso che cola → 4-7 giorni
  • Tosse → > 10 giorni

La ricaduta del raffreddore

Quello che tutti vogliamo dopo aver contratto l'influenza o il raffreddore, oltre a cercare il modo di alleviare i sintomi, è quello di guarire e ripartire in fretta. Ma il decorso di una malattia andrebbe sempre accompagnata e mai forzato. Non è quindi sano ripiombare nelle vecchie abitudini dopo che il corpo è appena uscito da una dura battaglia contro il virus, perché potremmo incappare in una spiacevole ricaduta. Riprendere le normali attività quotidiane con un corpo ancora debilitato ci espone così al ripresentarsi dei sintomi. Chi va piano va sano e va lontano, anche con il raffreddore.

Una dieta per il raffreddore: fantasia o realtà?

Non esiste una dieta specifica per combattere il raffreddore, ma quello che possiamo fare è tenere un regime alimentare sano ed equilibrato, soprattutto nella stagione influenzale che va da dicembre a marzo, poiché ci aiuta ad irrobustire il corpo in vista di un attacco virale. I cibi e le bevande sane contengono al loro interno principi attivi, come la vitamina C presente in molta frutta e verdura, che sono antiossidanti naturali che innalzano le barriere del sistema immunitario. Bere molto è utile per mantenere le mucose delle vie respiratorie ben idratate.

Naso chiuso solo in una narice

Il naso è diviso in due diverse cavità nasali che aprono in due diverse narici. Un forte raffreddore ostruisce queste cavità o per via della produzione di muco o per la vasodilatazione dei vasi sanguigni delle mucose nasali. La secrezione di muco, e soprattutto l’infiammazione, può avvenire in modo non simmetrico, occludendo una cavità nasale ma non l’altra. Così possiamo paradossalmente comunque respirare, ma a capacità ridotta.

Non sempre il naso chiuso da una narice è sintomo di un raffreddore; può capitare infatti di soffrire di congestione alternata, ovvero un processo controllato dal sistema nervoso autonomo. A seconda del momento della giornata, il corpo può gonfiare la mucosa di una delle due cavità nasali con del sangue non permettendoci di respirare bene da quella narice. La congestione alternata è un meccanismo di manutenzione che garantisce alle mucose e alle ciglia che la rivestono una meritata pausa dal passaggio dell’aria.